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Applicazioni IoT per la logistica del Food&Beverage

Internet-of-things

Introduzione

La globalizzazione ha aperto nuovi sentieri per il commercio, innescando una rivoluzione logistica che a sua volta ha prodotto un cambio di paradigma nella direzione della digitalizzazione delle supply chain, trainate oggi da importanti innovazioni tecnologiche. Tra le innovazioni  utili al potenziamento delle supply chain globali va incluso l’IoT – che sta per Internet of Things, Internet degli oggetti – che è utilizzabile in vari settori industriali, tra cui la logistica del Food&Beverage.

La digitalizzazione, anche attraverso l’IoT, interviene considerevolmente nel monitoraggio e nella tracciabilità del cibo, riducendo i costi, aumentando i profitti e rendendo più efficienti i processi: grazie alle soluzioni digitali, il 36% delle aziende agroalimentari ha riscontrato una riduzione di tempi e costi in relazione ai processi di raccolta, gestione e trasmissione dei dati 1.

Questi benefici si affiancano ai vantaggi apportati dalla disponibilità di dati e informazioni, e dalla possibilità di trasferire valore lungo la supply chain.

Di seguito cercheremo di mostrare le caratteristiche centrali dell’IoT, mettendo poi in evidenza le sue applicazioni nel settore della logistica del Food&Beverage, che può essere potenziata con soluzioni che permettano monitoraggio e tracciabilità avanzati dell’intera supply chain. In conclusione, parleremo di Wenda, una startup italiana supportata da investitori europei che per il tracciamento avanzato della supply chain offre un Information Management Hub utilizzato dagli attori principali del Food&Beverage, migliorando qualità, logistica e vendite.

 

Internet of things: una tecnologia per estendere la connettività di internet

Kevin Ashton, cofondatore dell’Auto-ID Center al MIT di Boston, fu il primo a utilizzare il termine Internet of Things in una presentazione presso Procter & Gamble (P&G) nel 1999. Dovendo promuovere una tecnologia di identificazione tramite radiofrequenza (RFID), Ashton intitolò il suo speech “Internet of Things”, per incorporarvi il trend mondiale del 1999 2, e cioè Internet.

 

Tuttavia, anche se Ashton fu il primo a usare il termine, l’idea di device interconnessi è in circolazione dagli anni ‘70, sotto le mentite spoglie di Embedded Internet e Pervasive Computing.

Internet of Things (IoT) è “un’infrastruttura globale per la società dell’informazione, che consente l’offerta di servizi avanzati grazie all’interconnessione di oggetti fisici o virtuali  basati su tecnologie dell’informazione e della comunicazione interoperabili” 3.

IoT descrive sia la proliferazione di device sempre connessi che acquisiscono e comunicano dati, sia l’ambiente virtuale creato dall’interconnessione di questi device di uso quotidiano. Ogni dispostivo può diventare smart (cioè con capacità di autoidentificazione, localizzazione, diagnosi di stato, acquisizione e comunicazione dati, elaborazione, attuazione) ed essere connesso tramite protocolli di comunicazione standard. Va comunque tenuto conto che la definizione di IoT è in costante evoluzione per via della convergenza di molteplici tecnologie come real-time analytics, machine learning, sensoristica avanzata.

È utile sottolineare alcuni dati statistici: secondo IHS Markit 4, il numero di dispositivi IoT interconnessi raggiungerà i 125 miliardi nel 2030, con una crescita media annua del 12% a livello mondiale. Bain & Company 5 si aspetta che l’aggregazione dei mercati per l’IoT, che includono hardware, software, integrazione di sistemi e servizi per dati e telecomunicazioni, porti a raggiungere il valore complessivo di 520 miliardi $ entro il 2021, più che raddoppiando i 235 miliardi $ relativi al 2017.

 

Le applicazioni dell’Iot nella logistica del Food&Beverage

Le applicazioni dell’IoT riguardano domotica, automotive, ambiente, Smart city, sanità, ma al contempo possono costituire tecnologie strategiche per i trasporti e la logistica dell’intera filiera del Food&Beverage. Questi processi di trasporto e logistica richiedono un monitoraggio costante lungo tutta la filiera, che va dalla produzione alimentare, allo stoccaggio in magazzino, fino alla consegna al cliente finale, coinvolgendo dunque mezzi di trasporto, magazzini e centri di smistamento.

Sebbene la gestione tradizionale delle flotte consenta un monitoraggio più o meno preciso dei mezzi di trasporto, non è però in grado di seguire efficacemente i prodotti lungo l’intera filiera, quando ad esempio ci sono soste o stoccaggi prolungati. In queste fasi l’utilizzo di un’infrastruttura IoT assume tutta la sua importanza in quanto permette localizzazione, monitoraggio e tracciamento avanzato dei prodotti e dei mezzi di trasporto, comunicazione interattiva tra trasportatori  e produttori/distributori delle merci, certificazione delle consegne e delle successive fasi del trasporto, monitoraggio della catena del freddo, sicurezza alimentare.

Una piattaforma basata sull’IoT può monitorare continuativamente la localizzazione e le condizioni di una data spedizione, inviando allarmi mirati quando vengono rilevati dei problemi dai sensori ambientali (danni, ritardi, condizioni ambientali inadatte al carico, tentativi di furto).

La personalizzazione dei dati è un altro vantaggio dell’utilizzo dell’IoT per la tracciabilità avanzata della filiera, poiché si possono comunicare solo le informazioni che di volta in volta risultano utili. Inoltre, complicando le difficoltà per le pratiche di contraffazione, il paradigma IoT può contribuire alla costruzione di una cornice di sicurezza alimentare, a pieno vantaggio del consumatore.

 

Wenda: Information Management Hub per le supply chain del Food&Beverage

Wenda, una startup italiana supportata da investitori europei, è riuscita a cogliere l’enorme potenziale del paradigma IoT, integrandolo con altre tecnologie avanzate per offrire un Information Management Hub per il tracciamento avanzato della supply chain utilizzato dagli attori principali del Food&Beverage, che migliora qualità, logistica e vendite.

Si tratta di una piattaforma web che può supportare tutti gli attori del Food&Beverage che operano con prodotti deperibili o sensibili: in ogni box, pallet o container di una qualsiasi spedizione vengono inseriti dei data logger per raccogliere i dati ambientali (geolocalizzazione, temperatura, integrità alimentare); i dati vengono trasmessi al Wenda Information Management Hub, la piattaforma web che li aggrega, li confronta e li elabora. Successivamente, si può seguire in tempo reale e da un singolo punto di controllo lo stato di salute del prodotto tramite analitiche di integrità avanzate incorporate nello Hub, venendo a conoscenza dei punti critici nella catena distributiva, assicurando la migliore cura del prodotto e potenziando i processi interni.

Inoltre, la piattaforma di Wenda è dotata anche di un wallet cloud per la condivisione di documenti e immagini della spedizione, e di livelli differenziali di accesso ai dati: la configurazione è interamente personalizzabile secondo le necessità aziendali, e permette di condividere in tempo reale documenti di spedizione o di magazzino, scegliendo anche quali documenti possono essere accessibili e chi può vederli (in un elenco che include clienti, operatori logistici, dipartimenti qualità e vendite, agenzie di assicurazione ed enti di certificazione).

Infine, alla luce dell’evoluzione costante dell’hardware IoT (in questo caso, i differenti data logger disponibili sul mercato), Wenda ha reso l’Information Management Hub interoperabile con i principali dispositivi, ERP, software di tracciabilità e ledger Blockchain presenti sul mercato. In questo modo si può essere in prima linea nell’innovazione digitale e al contempo mantenere un sistema gestionale il cui uso in azienda è ormai consolidato.

Per qualsiasi informazione, per saperne di più su chi siamo, o per prenotare una demo con il Wenda Information Management Hub, invitiamo a visitare il nostro sito web: https://www.wenda-it.com/.

 

  1. Questa informazione è stata presentata dall’Osservatorio Smart AgriFood (creato dalla Scuola di Management del Politecnico di Milano) al convegno “Coltiva dati. Raccogli valore. La trasformazione digitale dell’agroalimentare”, tenutosi a Milano il 23 gennaio 2018.
  2. Ashton, K., That ‘Internet of Things’ Thing, in RFID Journal, June 22, 2009. Consultabile qui: https://www.rfidjournal.com/articles/view?498 
  3.  Questa definizione è stata fornita dall’Internet of Things Global Standards Initiative, un’iniziativa dell’ITU – l’agenzia dell’ONU specializzata in tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Si possono trovare maggiori informazioni al seguente URL: https://www.itu.int/en/ITU-T/gsi/iot/Pages/default.aspx 
  4.  IHS Markit – Internet of Things: A movement, not a market, passim, 2017. Consultabile qui: https://cdn.ihs.com/www/pdf/IoT_ebook.pdf 
  5.  https://www.bain.com/ja/about-bain/media-center/press-releases/2018/bain-predicts-the-iot-market-will-more-than-double-by-2021/