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Presentazione risultati Osservatorio Smart AgriFood

Mercoledì 24 gennaio, Wenda ha partecipato come relatrice alla presentazione dei risultati della ricerca Coltiva dati. Raccogli valore. La trasformazione digitale dell’agroalimentare dell’Osservatorio Smart AgriFood, realizzato congiuntamente dalla School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio RISE (Research and Innovation for Smart Enterprises) dell’Università di Brescia. Secondo stime FAO-OCSE, il fabbisogno alimentare mondiale crescerà considerevolmente entro il 2050 (tra il 59% e il 98%), e tale crescita non potrà essere sostenuta attraverso il semplice incremento delle terre coltivate – per ragioni di insostenibilità ambientale, sociale ed economica – ma tramite svariate innovazioni, gran parte delle quali sarà generata e sostenuta dalla trasformazione digitale in atto. Cresce inoltre la popolazione che può permettersi uno stile di vita più agiato, orientata al paradigma della Food Safety e propensa quindi all’acquisto di prodotti di qualità e tracciabili. Il sistema agroalimentare italiano può contribuire a soddisfare questa domanda e alla sfida alimentare globale attraverso i prodotti di qualità e l’ottimizzazione dei processi che possono essere garantiti dall’evoluzione digitale delle filiere. L’innovazione digitale nel sistema produttivo agroalimentare (o Smart AgriFood) è un processo da poco avviato in Italia, e presenta notevoli prospettive di crescita. La ricerca si è concentrata soprattutto su tre aspetti: Agricoltura 4.0, innovazioni nella qualità e sostenibilità agroalimentare, spinta innovativa che le startup digitali stanno portando in quest’ambito.

L’agricoltura interconnessa, definita Internet of Farming, sommata all’Agricoltura di Precisione e all’utilizzo di tecnologie innovative nella supply chain (in particolare nella catena di distribuzione) va a costituire il paradigma dell’Agricoltura 4.0, ovvero l’utilizzo armonico di diverse tecnologie finalizzate a migliorare resa e sostenibilità delle coltivazioni, qualità produttiva e di trasformazione, tracciabilità e condizioni di lavoro. L’importanza che assumono i dati e le tecnologie utilizzate per raccoglierli ed elaborarli fanno pensare che il prossimo passo sarà la loro valorizzazione all’interno delle aziende agricole e all’interno delle filiere, attraverso piattaforme integrate. Sfruttando tali dati lungo la filiera si coglie il maggior valore dell’Agricoltura 4.0: è possibile tracciare e certificare prodotti dal campo fino all’industria di trasformazione, costituire filiere corte, generare reti di Food Safety, ottenere prodotti di massima qualità, creare efficienza non solo nei processi produttivi, ma anche in quelli di scambio merci e informazioni tra i vari attori della value chain. Sebbene i vantaggi siano evidenti, l’utilizzo di tali strategie in Italia risulta ancora molto limitato: ad oggi si stima che solo l’1% della superficie coltivata complessiva sia gestito con sistemi di Agricoltura 4.0. Emerge quindi la necessità di lavorare sulla formazione e sulla sensibilizzazione delle aziende agricole, che devono poter apprezzare appieno i benefici potenziali della rivoluzione 4.0.
La partita della competitività del settore agroalimentare italiano si gioca anche sulla qualità delle sue produzioni: i produttori devono fare i conti con i profondi cambiamenti degli stili alimentari dei consumatori e la conseguente mutazione del concetto stesso di qualità alimentare. La percezione della qualità oggi viene influenzata anche dalla capacità di soddisfare determinate esigenze alimentari, dalla provenienza della materia prima, dagli impatti ambientali dei processi produttivi, dal rispetto del benessere animale. Il concetto di qualità alimentare riguarda non solo le caratteristiche legate al prodotto finale, ma anche quelle legate ai metodi di produzione e alle origini del prodotto. L’innovazione digitale consente alle aziende agroalimentari di migliorare e innovare la propria proposizione di qualità. L’analisi di 57 case study ha permesso di evidenziare che nel 46% dei casi il digitale è stato utilizzato per raggiungere un posizionamento distintivo nell’ambito della sicurezza alimentare (Food Safety). Un’altra strategia consiste nell’implementazione di sensori che consentano di monitorare in real-time le condizioni di trasporto dei prodotti freschi o deperibili al fine di evitarne il deterioramento e la conseguente perdita – oltre che di sicurezza – di caratteristiche nutrizionali ed estetiche. Tra gli strumenti disponibili per supportare la qualità alimentare, la tracciabilità dei prodotti ricopre un ruolo fondamentale, in particolare se è vista come uno strumento per la creazione di valore aggiunto: il digitale interviene in maniera sostanziale nella tracciabilità alimentare riducendo i costi, aumentando i ricavi e rendendo più efficienti i processi.
È evidente che per cogliere i principali trend innovativi in un qualsiasi settore non è possibile ignorare l’ecosistema startup in esso emergente. Da questo presupposto nasce la ricerca sulle startup Smart AgriFood, ovvero quelle nuove imprese caratterizzate da un netto credo nell’innovazione tecnologica e digitale del settore agricolo e agroalimentare. L’Italia non risulta affatto marginale in ambito AgriFood, in quanto presenta ben l’11% delle startup internazionali finanziate, anche se poi il finanziamento medio che ricevono le startup Italiane – 0,7 milioni di dollari – è circa 6 volte inferiore rispetto alla media mondiale. L’agricoltura di precisione, la qualità alimentare e le tecnologie legate ai Big Data analytics e alla tracciabilità del prodotto guidano l’innovazione nello Smart AgriFood. Rilevanti sono anche i sistemi IoT, a conferma del valore che i dati e gli strumenti in grado di generarli ed elaborarli stanno assumendo in qualsiasi mercato e filiera.

L’incontro è stato decisamente positivo perché ha permesso a molteplici e importanti attori dell’agroalimentare italiano di confrontarsi e fare il punto sullo stato dello Smart AgriFood in Italia, prospettando un limpido percorso di crescita, a patto che ci sia una penetrazione sempre maggiore dei sistemi digitali in quelli produttivi e distributivi, che si attenuino le diffidenze culturali dei soggetti del mercato a tutti i livelli, e soprattutto che aumenti la competenza degli operatori sia dell’offerta sia della domanda. In questo scenario Wenda naviga in acque ben conosciute, in quanto da sempre declina la sicurezza alimentare come non-alterazione del prodotto in tutte le fasi della sua supply-chain, garantendo con le sue soluzioni innovative IoT una nuova generazione di tracciabilità e Food Safety, e ponendosi quindi come riferimento nel panorama delle startup attive, anche ma non solo, nello Smart AgriFood.